mercoledì 11 gennaio 2012

Riportando tutto a casa...

Mi permetto di scrivere questo post "senza redazione".
Certo ora risulta più facile, la connessione internet casalinga facilita molto il lavoro, e proprio la difficoltà e impossibilità di connetterci degli ultimi giorni ci è dispiaciuta, sia per il non poter aggiornare tutti coloro che ci seguivano, e che con grande sorpresa abbiamo visto aumentare ogni giorno, sia perchè tutti i commenti giornalieri ci facevano sentire non poi così distanti da casa.
Ora da casa sarà momento di riorganizzare tutti i pensieri, i ricordi e le esperienze, in modo da poterle ben interiorizzare e poi testimoniare con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo vissuto queste nostre ultime due settimane senegalesi. Perchè il nostro progetto non è finito con la partenza dal villaggio, ma vuole continuare proprio a casa nostra, per dare testimonianza e conoscienza di tutto ciò che abbiamo trovato a vissuto, che è stato davvero tanto per tutti, e, forse per molti, incredibilmente diverso dalle aspettative.
Gieregief (grazie) ancora a tutti

giovedì 5 gennaio 2012

Da "La Voce" di Rimini e di Ravenna

Diol Kadd...abbiam perso il conto...

Sveglia presto mercoledì mattina, per un viaggio di una bella oretta alla volta di un mercato settimanale nel bel mezzo della savana. Viaggio in carretto ogni volta più avventuroso, e giusto per non farci mancare nulla, abbiamo avuto a che fare con: cavalli con problemi di aereofagia (non solo quella), tamponamenti tra carretti, ruote bucate, autisti che perdono ciabatte durante il viaggio, lasciando il carretto incustodito che parte da solo (fortuna abbiamo imparato a tirare le funi per fermare i cavalli), litigi con autisti di automobili...e altro. Per ultimo, ma non per importanza, il viaggio con a bordo pecore, agnelli e galline da barattare al mercato (non si tratta delle nostre scolte ndr.)
Al mercato abbiamo avuto buone occasioni per completare alcuni dei nostri aquisti, trovando numerosi souvenir (forse Made in China).
Mercato piuttosto affolato e caratteristico, in cui 27 toubab (noi, i bianchi) spiccavamo vistosamente.
Al pomeriggio solite attività di pulizia del villaggio e primi incontri con il direttore della scuola (in accappatoio...) per avviare il progetto di sensibilizzazione al riciclaggio all'interno della scuola.
Il muro è sempre più colorato e i bambini felici dei nuovi disegni...anche le capre godono della piantagione di manghi (alle nuove piantine non piace questo elemento). Il gruppo orto (estote parati) sta progettando dei recinti di protezione.
La sera si è rivelato un buon momento di comunità per il confronto su noi stessi e sugli altri, a partire dal clan.
La giornata odierna è continuata tranquillamente, la routine si è svolta senza eccessivi intoppi.
Chissà, stasera la befana ci troverà anche a 5000km da casa? Le calze le appenderemo, ma sono ben sporche di sabbia...
Buona serata a tutti

mercoledì 4 gennaio 2012

Diol Kadd 2 gennaio

Ieri sera abbiamo dato prova delle nostre capacità culinarie: PIZZA PER TUTTI! (dobbiamo ammettere che il cibo italiano un po’ ci manca..). In previsione di questa serata già dal giorno precedente ci eravamo impegnati nella costruzione di due forni fatti con lamiera e ricoperti di "lecca" (ovvero fango.. e gli scout che ci seguono sanno bene di cosa stiamo parlando). Al mattino Sara R. e Elisa sono andate a Khombol per cercare gli ingredienti, o qualcosa che potesse il più possibile assomigliarvi. (Possiamo assicurare che il pomodoro concentrato e il formaggino non hanno assolutamente rovinato il risultato). L’impasto è stato fatto nel pomeriggio mentre gli altri continuavano le consuete attività di pittura e pulizia, mentre la sera le pizze sono state condite e cotte con l’aiuto di tanti volontari come Matteo, Letizia, Francesca, Dano ecc.. A causa delle ridotte dimensioni dei forni e del grande numero di bocche da sfamare (eravamo circa una quaratina) abbiamo cenato abbastanza tardi, ma ne è assolutamente valsa la pena! Anche N’Deye, la nostra fantastica cuoca, è stata molto entusiasta di questa iniziativa, e del risultato. Inoltre per festeggiare il compleanno della nostra Giulietta un po’ di impasto è stato utilizzato per preparare una pizza dolce con la cioccolata. "Tanti Auguri" cantato in italiano e in wolof ha completato meravigliosamente la serata.
Per quanto riguarda la giornata di oggi non ci sono particolari racconti, la vita scorre tranquilla tra momenti di lavoro e di svago. Il clima è tornato quello dei primi giorni: poco ventilato e soleggiato (il momento pre-pranzo è dedicato all’abbronzatura). In parole povere..SI STA DA DIO!!
Qualche episodio di dissenteria ha movimentato le ultime giornate, ma niente panico, non allarmatevi..con qualche ora di riposo tutti i malaticci si sono ripresi!
Domani sveglia presto per andare al mercato settimanale in mezzo alla savana. Speriamo di trovare tanti souvenir per tutti, ma non è assicurato!
BACI DA DIOL KADD

lunedì 2 gennaio 2012

5° puntata

Col calare del sole il cortile cominciò a riempirsi di persone: le donne scintillanti tra abiti meravigliosi e i ragazzi trepidanti per l'attesa, i bambini gioiosi di ritrovarsi insieme: era l'inizio del nostro capodanno. In mezzo al cortile i ragazzi avevano steso un telo bianco che sarebbe diventato la pista da ballo dove tutti si sono scatenati fino a tarda notte tra danze tipiche e atre più occidentali. Lo spiazzo contornato dalle nostre capanne si era trasformato in un grande palco circondato dallo sguardo eccitato dei bambini e degli abitanti che uno alla volta o in piccoli gruppi si esibivano scatenati sotto il ritmo dei bonghi, per poi scappare dalla pista con un misto di vergogna e orgoglio per l'esibizione appena compiuta. I bambini, i veri protagonisti della serata ci trascinavano in pista insieme a loro, cercando di insegnarci i passi delle loro danze. L'enorme entusiasmo e la gioia di ritrovarsi tutti insieme hanno spinto tutti a portarsi in mezzo ai balli con esibizioni alquanto singolari ma anche molto divertenti: Matteo e Federico, che svettava tra i tanti bambini, hanno stupito per la loro spontaneità e la loro abilità nei passi di danza, seguiti poi da quasi tutti i membri del Clan, ma soprattutto da un stupendo Stefano che tra salti, passi veloci e ritmici ha meravigliato tutti. La Martina è stata sfidata da un'abitante del villaggio, perdendo clamorosamente. Il tipico conto alla rovescia a 10 secondi da mezzanotte ci ha accompagnato negli ultimi istanti del 2011, mentre il 2012 è iniziato tra brindisi di Coca Cola e balli ancora più sfrenati sotto gli occhi divertiti degli abitanti. Durante questa serata abbiamo festeggiato la chiusura di un anno caratterizzato da fatica e impegno ed un progetto, un sogno, che ci sembrava così lontano ma che improvvisamente ci siamo accorti che si stava realizzando intorno a noi, mentre ci dava il benvenuto il nuovo anno.

Dopo una difficile sveglia, il primo gennaio ci ha salutati con la nostra prima colazione dell'anno, caratterizzata da una stanchezza diffusa, ma felici di trovarti esattamente dove siamo. Dopo la colazione abbiamo discusso per un paio d'ore sulle preghiere del nostro libretto , confrontandoci su temi come l'aborto, il perdono e il significato della vita. Nel pomeriggio i vari gruppi si sono dedicati alle loro attività, si è cominciato a colorare i disegni fatti sul muro della scuola e ad accogliere, e continuando a raccogliere i rifiuti all'interno del villaggio. Un piccolo gruppo invece ha cercato di costruire un forno, cosa che si è rivelato più difficile del previsto: a Diol Kadd, la terra non esiste! A confermarci questa nostra impressione, le facce stupite di Mandiaye e di sua moglie, che domandavano cosa intendessimo per terra. Solo grazie all'aiuto di alcuni bambini abbiamo trovato ciò che più ssomigliava alla terra. Grazie a questo terriccio, è stato possibile ricoprire i forni di latta, in cui stasera cercheremo di fare la pizza. Ieri sera siamo stati invitati da Mor nel suo cortile ad assistere ad alcuni canti religiosi, tipici della loro religione, i Bai Fall, un tipo di Mouriddismo della zona. Ancora cullati dal suono ritmico e melodioso dei bonghi e dei venti siamo andati a dormire.

Ndr: la redazione si avvale della facoltà di non rispondere dei fatti sopra descritti in quanto visti e riscritti dalla persona di Giulia Corazzi. Potrebbero aver subito modificazioni piuttosto rilevanti.

Buon anno a tutti

sabato 31 dicembre 2011

Diol Kadd giorno 4°



Stamattina sveglia di buon’ora sotto un cielo abbastanza coperto e il vento teso a cui siamo abituati. Siamo partiti dopo colazione con i fantastici carretti tirati dai cavalli e dopo un’oretta di viaggio in mezzo alla savana (che è uno spettacolo a cui non ci si abitua) siamo arrivati nella "città" di Khombol. Macchine, motorini, strade semi asfaltate richiamano vagamente le città occidentali ma la sabbia ovunque, le capre e i cavalli ai lati delle strade, i grandi alberi e tutte le persone che ci salutano quando passiamo ci ricordano bene dove siamo. Lo scopo della nostra visita è quello di incontrare Rafael, prete di una piccola comunità cristiana, che conosce l’italiano per aver studiato a Roma tempo fa. Dopo la messa (Rafael è stato bravissimo nonostante da 2 anni non dicesse messa in italiano) c’è stato un momento di confronto sui temi più disparati: dalla situazione politica del Senegal, alla convivenza islamico-cristiana, al modo di vivere la religione in Italia e in Senegal tra i giovani. Un breve giro al mercato ha permesso alle ragazze di acquistare coloratissime stoffe (da indossare per la festa di stasera) e ha messo a dura prova la pazienza dei ragazzi. Dopo pranzo (carne di montone, riso e coca cola) un timido sole ha fatto capolino e come lucertole ci siamo scaldati sotto i suoi raggi. Questa sera a cena: pollo (primo giorno senza pesce) accoglieremo gli abitanti del villaggio nel nostro cortile e festeggeremo il nuovo anno al ritmo di chitarra, jambe e bonghi. Il nostro anno non poteva concludersi meglio. A domani i racconti.
BUON CAPODANNO A TUTTI!!!!!

venerdì 30 dicembre 2011

Seconda puntata

29 dicembre 2011
Ieri sera siamo andati alla proiezione di alcuni cortometrggi in un villaggio vicino a Diol Kadd. Viaggio indimenticabile! Ci siamo spostati con dei carretti trainati da cavalli, abbiamo attraversato altri villaggi e un po’ di savana. Le proiezioni riguardavano i matrimoni precoci e la violenza sulle donne. Inoltre ci sono state delle danze d’intrattenimento tipiche. Le donne che ballavano erano molto eleganti. Oggi finalmente abbiamo cominciato a progettare i giorni futuri con il responsabile del comitato per la raccolta dei rifiuti e con il pittore…
Ma per tutto il pomeriggio abbiamo giocato con i bambini e cantato insieme a loro. Abbiamo anche giocato una partita di calcio, Italia-Senegal, finita con un risultato di 1-5…"Ma loro avevano i cambi, noi no…" [cit. italiana]…"It’ time for goal" [cit. senegalese].
Già al secondo giorno ci siamo abbastanza ben inseriti nel modo di vivere senegalese.


30 dicembre 2011
Oggi abbiamo iniziato le attività della scuola e abbiamo aiutato a costruire la recinzione per il cortile di Babilon, il responsabile dell’orto. La costruzione della recinzione non era prevista, ma l’abbiamo volentieri inserita nel programma delle nostre attività, seguendo l’esempio del villaggio, in cui il bisogno di una famiglia diventa possibilità di dare aiuto da parte degli altri. Si può chiamare in modi diversi: comunismo? Economia di comunione? Sostegno tra vicini? Comunque la si definisca, è avanti anni luce rispetto ai nostri modi di vivere il vicinato e il quartiere. Vale la pena farci un pensierino.
A breve tenteremo di inserire anche qualche foto.

mercoledì 28 dicembre 2011

Diol Kadd giorno 1

Dopo 24 ore di viaggio tra pullman, aerei e infine il fantastico car rapid, siamo arrivati al villaggio alle 5.30 vostre, cioè 4.30 nostre, perchè c'è un'ora di fuso orario. Ci ha accolto una splendida stellata, un forte odore d'incenso, la sabbia sotto i piedi e ben 22° di notte!
Al risveglio abbiamo trovato Pietro e Federico che giocavano con i bellissimi bambini, e dopo una sostanziosa colazione a base di pane, cioccolato, marmellata the e caffè insieme ai ragazzi del villaggio, siamo stati accompagnati a visitare il villaggio. Come prima cosa abbiamo incontrato il capo-villaggio, che si è presentato ad ognuno di noi. Abbiamo visto un sacco di capanne e una delle cose che ci ha colpito molto è stato vedere un anziano seduto su delle panche di legno fatte da loro, al cui centro c'era un albero, che avevano usato per costruire una tettoia di rami. Questa struttura aveva una funzione di piazza.
Dopo una lunga pausa come solito qua, verso le 15 abbiamo mangiato per la prima volta con loro riso e pesce...il tutto piuttosto piccante!
Ci prepariamo a incontrare i responsabili per i progetti che svilupperemo in queste due settimane, dopodichè ci recheremo in serata a un villaggio a 4km da Diol Kadd, dove assisteremo alla presentazione e visione di filmati-documentari legati a un progetto di sensibilizzazione e integrazione della donna.
Alla prossima puntata

venerdì 23 dicembre 2011

Clan Ymmanu'el goes to Africa

Diol Kadd e l’Associzione Takku Ligey

Il villaggio di Diol Kadd fa parte della Comunità Rurale di Ndiayene Sirakh  a 150 km da Dakar verso Est, all’interno del Senegal. Il villaggio è abitato ormai da non più di 400 abitanti (bambini compresi) mentre
cinque anni fa ne aveva 1.500 circa. Un rettangolo di 350 metri per 300, con una trentina di cortili familiari composti da capanne e a volte piccole costruzioni di mattoni; una scuola elementare con 150 alunni che vengono anche da altri cinque Villaggi, due pozzi d’acqua appena fuori dal Villaggio (costruiti negli ultimi 10 anni dalla Associazione Takku Ligey ); un piccolo centro salute ed anche una piccola moschea.
E’ un villaggio senza elettricità ed acqua corrente; la sua base di sussistenza è la coltivazione del miglio e delle arachidi. Ci si arriva attraverso piste di sabbia nella savana, dove è raro incontrare automobili; gli spostamenti si fanno a piedi o su carretti con cavalli. La maggior parte degli uomini è emigrata alla ricerca di lavoro e le famiglie rimaste al villaggio sono prevalentemente composte da donne e bambini.
Il Villaggio vive e cambia a seconda delle stagioni: da giugno a ottobre con le piogge progressive il lavoro
nei campi viene seguito da tutti, anziani, adulti, giovani, bambini, richiamando anche gli uomini che sono andati a cercare altro lavoro verso Dakar.
Da dicembre a maggio il villaggio si svuota nuovamente e rimangono gli anziani, le donne e i bambini.


Takku Ligey significa “lavorare insieme”: è questa la motivazione che ha spinto alla fondazione delle due associazioni, una con sede a Diol Kadd  e una con sede a Ravenna, il cui fondamento è lo spirito di condivisione e di cooperazione. Il  progetto principale di Takku Ligey è lottare contro l’esodo rurale dei giovani dal villaggio, sviluppando attività nel campo agricolo, del turismo responsabile e del recupero della tradizione popolare e teatrale locale.
L’idea di fare un progetto assieme all’associazione Takku Ligey nasce dal comune interesse verso gli obbiettivi di condivisione e collaborazione tra persone, che sono propri anche dello stile scout e che acquista valore nello scoperta reciproca.  Takku Ligey significa in lingua wolof “lavorare insieme” ed è proprio lo stile che il nostro gruppo vuole adottare.
La conoscenza diretta con Mandiaye N’Diaye fondatore di Takku Ligey e abitante di Diol Kadd, ci ha portati a capire le effettive necessità del villaggio, il nostro ruolo e il tipo di intervento.

Prima, durante e dopo la nostra permanenza a Diol Kadd intendiamo sviluppare tre progetti  paralleli che partono primariamente dalla condivisione e dalla scambio reciproco di conoscenze e culture:

1)      Sensibilizzazione alla raccolta dei rifiuti per gli abitanti del villaggio.

Sviluppo di un’attenzione verso una raccolta differenziata, con l’intento di trovare un collegamento con la rete  creata dalla associazione LVIA torinese che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella Regione di Thiès.
Durante un’incontro con Mandiaye N’Diaye siamo venuti a conoscenza dell’effettiva realtà del villaggio: dopo anni in cui l’unica tipologia di rifiuto prodotto era quello di tipo organico, ci si è trovati a contatto con la plastica, un materiale totalmente estraneo ai senegalesi e non avendo le adeguate conoscenze per lo smaltimento, si è continuato a smaltirlo in maniera non adeguata andando a deturpare l’ecosistema e il paesaggio nei pressi del villaggio. Inoltre, la vicinanza con altri villaggi e la presenza di venti forti va ad aumentare il livello di plastica presente su tutto il territorio, in particolare sulla vegetazione del luogo; quindi per ridimensionare questo  problema  abbiamo deciso,  dopo essere entrati in contatto con l’associazione LVIA che si occupa dello smaltimento di rifuti in un area vicina a Diol Kadd, di  costruire un deposito  finalizzato alla raccolta della plastica che poi sarà prelevata e portata a smaltire; tutto questo avverrà sotto la supervisione di un comitato già presente a Diol Kadd, che si occuperà di controllare la funzionalità di questa operazione di raccolta.
È per questo che c’è la necessità di un progetto incentrato sulla conoscenza e sulla sensibilizzazione alla raccolta dei rifiuti e questo lavoro verrà fatto assieme al gruppo di coordinamento rifiuti già formato dagli abitanti di Diol Kadd.
Ci  si pone anche un obiettivo documentativo per porre  inizio ad una collaborazione con Hera e con altre associazioni e gruppi scout della zona di Rimini e Ravenna in modo che venga garantita una continuità al progetto;

2)      Verniciatura e manutenzione dell’istituto scolastico del villaggio.

Seguendo la linea dell’impegno nel campo scolastico dell’associazione Takku Ligey, che ha portato all’aumento delle iscrizioni alla scuola primaria del villaggio e all’incremento della fiducia delle famiglie verso l’istruzione, il secondo progetto consiste nel miglioramento della struttura scolastica attraverso la verniciatura e la decorazione del l’esterno della scuola e attraverso un opera di manuntenzione che speriamo migliorerà le condizioni dell’istituto.
Il progetto  di verniciatura e decorazione verrà realizzato collaborando con il pittore/artista del villaggio assieme al quale si cercherà di  creare disegni adatti per questo luogo. Si pensa sia prioritario coinvolgere anche gli stessi alunni della scuola nell’ideazione dei disegni e nella realizzazione.

3)      Il lavoro nell’orto.

Ispirandoci al progetto sulla terra dell’Associazione Takku Ligey, che si propone di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita in ambito rurale (inserendosi attivamente nel più ampio contesto della politica per lo sviluppo agricolo dello Stato del Senegal che prevede la rivalorizzazione del lavoro della terra, l’impegno contro l’esodo rurale, la convergenza degli sforzi per la sicurezza alimentare e la diversificazione e la qualità delle colture) durante la nostra permanenza al villaggio si intende affiancare nel lavoro dell’orto gli abitanti che frequenteranno nel mese di agosto lo stage presso la cooperativa agricola Braccianti Massari di Conselice. I membri del clan Ymmanu’el si porranno al servizio delle indicazioni degli abitanti nel lavorare la terra.

Nelle due settimane di permanenza presso il villaggio si cercherà di seguire gli obbiettivi dell’associazione Takku Ligey attraverso la pratica del turismo responsabile  e della condivisione di saperi.

L’obbiettivo principale dei progetti è creare al ritorno in Italia dei rapporti di continuità affinché questi non rimangano fini a sé stessi.

Il gruppo che parteciperà al progetto è formato da ventitre ragazzi di età compresa tra i 17 e i 21 anni, due capi e un capo membro della comunità capi (referente esterno per il progetto).

Il periodo previsto per lo svolgimento va da settembre 2011 a settembre 2012 con un soggiorno  presso il villaggio dal 27 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012: è stato scelto questo periodo per via del clima e perché tutti gli abitanti, anche quelli che sono andati a lavorare fuori, tornano al villaggio e in tal modo si potrà entrare in contatto con più persone e condividere più esperienze.